A cura di Silvia Filippi di AM Bologna e Giulia Di Martino di AM Palermo

Parlare di immigrazione al giorno d’oggi significa tracciare un cerchio chiuso all’interno del quale ci siamo “noi” e fuori ci sono “gli altri e le altre”, i cosidetti stranieri.
I nazionalismi e le forze populiste reagiscono alla globalizzazione chiudendo ancora di più i confini e scegliendo con violenza chi può stare dentro e chi deve stare fuori da questo cerchio.
Con violenza costruiscono l’immagine dello straniero, e in questo modo pretendono in negativo di stabilire cosa gli italiani le italiane sono: corpi bloccati, che non si possono contaminare, fondere e intrecciare al di là di una linea.
Non è possibile prendersela con le strutture, ma è facilissimo colpire chi non ha difese, dividere, separare, creare un diverso a cui dare la colpa.

Dietro il decreto Sicurezza e Immigrazione c’è questo e molto altro:
- l’abrogazione del permesso per motivi umanitari;
- l’allungamento completamente sproporzionato ed ingiustificato del periodo di detenzione amministrativa nei CPR fino a sei mesi;
- l’allargamento della possibilità di detenzione amministrativa anche ai richiedenti asilo;
- lo stravolgimento e indebolimento del Sistema Sprar (invidiatoci da tutto il panorama europeo come esempio riuscito di integrazione ed accoglienza);
- la riforma in senso restrittivo della cittadinanza

Tutto ciò è lo specchio di una società gretta ed ignorante, che invece di prendersi cura delle persone, mira a rendere il soggetto già vulnerabile ancora più vulnerabile, privato fino in fondo della libertà di autodeterminarsi.
L’immagine che questo Governo vuole costruire non ci rappresenta: è un’immensa falsità.
Arte migrante, comunità di donne, uomini, cittadini e cittadine del mondo, è un cerchio aperto: siamo corpi in cammino, siamo realtà in movimento, e pratichiamo l’ascolto e la cura. Così pensiamo potrebbe essere una società felice.

Invece di tracciare cerchi chiusi per separare categorie di gente sulla base del gusto di pochi, preferiamo aprire i cerchi per valorizzare le diversità, perchè ogni persona è diversa e unica.

In questo momento chiediamo a tutti e tutte voi di fermarvi un attimo, guardarvi allo specchio e chiedervi quale vorreste fosse la vostra società. Quella di questo decreto non ci rappresenta... e a voi?